Hotel House

C’è una legge in fisica, il terzo principio della dinamica, detto anche principio di azione e reazione che si può sintetizzare cosi: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Sarà sempre vero? In natura probabilmente si. Lo dicono i numeri, lo dicono le equazioni.
E per l’uomo? Sicuramente ogni azione compiuta da un essere umano provoca una reazione. E’ un pò come toccare una persona: il nostro gesto avrà una conseguenza. Un sorriso, un occhiataccia, uno spintone, un saluto, un gesto amichevole.. addirittura da un tocco può nascere un litigio. Può nascere un amore… tutto può accadere.
Ho lavorato all’Hotel House cercando di raccontare delle storie. Storie di persone lontane da casa che inseguono un sogno.
E’ un palazzo che rappresenta un contenitore di culture, tutte da scoprire. Ogni piano nasconde tantissime storie; di arrivi e di ri-partenze perchè dopotutto siamo tutti legati alla speranza di una vita migliore, in questo mondo o nell’altro.
Alessandro cerca quindi di rappresentare questi passaggi attraverso persone sfuggevoli da quell’obiettivo che sempre più sembra simile ad un mitra( e molte volte non si ha tutti i torti a ragionare in questo senso).
L’Hotel House è un palazzo comunale, inizialmente destinato al turismo di Porto Recanati.

Decaduto commercialmente con il tempo, è in stato di affitto a persone che cercano un appoggio momentaneo di vita. Dura e cruda realtà, tra manifestazioni da una parte e dall’altra, per la demolizione o per la costruzione di alloggi migliori. 17 piani pieni di vita che racchiudono in se storie di speranza, di unione, di separazione, di ricatti e di crescita.

Testo  a cura di Lorenzo Cesaretti